La riforma degli organi collegiali e le norme generali sui tecnico-professionali del Ministro Fioroni
Osservazioni critiche sul quadro di riforma degli organi collegiali
Il Ministro Fioroni, durante la riunione del Consiglio dei Ministri del 25 gennaio u.s., ha presentato diverse norme per il comparto scuola, poi approvate dallo stesso Consiglio.
Certamente condivisibile è la decisione di riordinare e potenziare gli istituti tecnico-professionali, di ridurre il numero degli indirizzi, di ammodernarli e di predisporre un monte ore annuale sostenibile dagli studenti.
Ma ciò che ci lascia perplessi è la decisione di riordinare gli organi collegiali introducendo negli stessi componenti che poco hanno a che fare con la scuola; si tratta di una ipotesi di riforma degli organi collegiali della scuola che riprende il disegno di legge dell’On. Adornato – presentato in VII Commissione alla Camera nel 2002 – da noi a suo tempo valutato con molta preoccupazione, tant’è che inviammo alla VII Commissione delle osservazioni critiche.
Stupisce che sia il testo dell’On. Adornato (art.5) che quello del Ministro Fioroni (art.2, comma 4, lettera b) introducano la possibilità di far partecipare agli organi collegiali elementi esterni alla scuola; così come appare strana la proposta di un comitato di valutazione di istituto composto da un gruppo di tecnici che assomiglia molto al nucleo di valutazione di istituto del disegno di legge Adornato; ci piacerebbe sapere se in questo comitato tecnico ci saranno persone estranee al mondo della scuola.
In attesa (dodici mesi) di un testo ben più articolato, riteniamo che il disegno di legge del Ministro Fioroni – nella parte degli organi collegiali – rimane molto povero di proposte e vago nelle definizioni; nulla riconosce ai professionisti e agli operatori della scuola, anzi, sembra obbedire più ad una logica di gestione aziendale che ad una struttura governativa che promuova una formazione e una scuola di qualità.
Orazio Ruscica
Snadir – 02 febbraio 2007
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